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Medicina, il neurologo: anche lo sport un’arma anti-Parkinson

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Sport anti-Parkinson. “Dagli ultimi studi a disposizione, sappiamo che lo sport aiuta i pazienti parkinsoniani a vivere più a lungo, a gestire meglio la malattia, a generare nuove reti neuronali. Qualsiasi attività fisica riesce a far rallentare l’evoluzione della malattia”. Parola di Nicola Modugno, responsabile del Centro Parkinson dell’Istituto neurologico Mediterraneo di Pozzilli (Isernia). “La scorsa estate ho organizzato con alcuni pazienti – racconta – un’esperienza medico-scientifica nuova, che ha prodotto risultati sorprendenti. Abbiamo portato dieci parkinsoniani in Sardegna, in provincia di Oristano, per una settimana: qui hanno praticato vela d’altura, surf da tavola, bicicletta, camminata con i bastoncini. Abbiamo notato che questi pazienti apprendevano il modo di stare in equilibrio sulla tavola da surf in tempi nettamente minori rispetto alla media di chi pratica abitualmente questi sport”. “Inseriti in un contesto nuovo (hanno visitato musei, assistito a degustazioni), i pazienti hanno riacquistano la fiducia in loro stessi e nelle loro capacità. Ma effetti benefici – afferma Modugno – li vediamo anche con la danza e la recitazione teatrale, non a caso utilizzati ormai come mezzi assistenziali e riabilitativi. Come lo sport, infine, anche la resilienza, che è la capacità di superare lo stress, migliora la neurogenesi vale a dire quel processo attraverso il quale vengono generati nuovi neuroni da cellule immature”.

Fonte di Filomena Fotia

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